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Esco per fare la spesa, ma ritrovo le chiavi dell'universo

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Esco per fare la spesa con una strana sensazione di malinconia addosso, una di quelle che non ti stringono la gola ma ti appannano lo sguardo, come se qualcuno avesse passato un velo sottile davanti agli occhi. È Natale, o meglio: è quel periodo impreciso che gli gira attorno, quando le luci sembrano più stanche del solito e la fine dell’anno pesa come una valigia fatta male. Il 2025 è stato un anno balordo e instabile: uno di quelli che non riesci neanche a odiare del tutto perché ti ha tolto tanto senza nemmeno la decenza di spiegarti perché. Salgo in macchina senza pensarci troppo, chiudo la portiera come si chiude una parentesi e accendo lo stereo con un gesto quasi automatico, come se fosse un interruttore emotivo capace di azzerare i pensieri o almeno di confonderli abbastanza da renderli sopportabili. La musica è sempre stata così: non una soluzione, ma una tregua. Partono le prime note di Tom Waits e l’abitacolo si riempie di una voce che sembra arrivare dal fondo di un bicchie...

Diario di bordo, data astrale 26 marzo 2025

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Capitano, il viaggio odierno è stato un'avventura ricca di stimoli creativi, riflessioni profonde e qualche salto nell'universo digitale delle meme coin. Primo contatto: “Come funziona la musica” La giornata è iniziata con l’analisi di Come funziona la musica di David Byrne, che ci ha accompagnati in un viaggio nella mente di un artista che vede la musica come un’entità plasmata dagli ambienti fisici e culturali. Abbiamo esplorato l’evoluzione sonora e tecnologica e il ruolo della performance live come momento rituale che collega pubblico e artista. Un’apertura perfetta per entrare nello spirito interdisciplinare della giornata. Secondo contatto: Byrne, l’artista multidisciplinare Il radar culturale ci ha poi portato ad approfondire il lato multidisciplinare di David Byrne, attraversando i decenni della sua carriera. Abbiamo scandagliato la sua discografia solista, soffermandoci su Look into the Eyeball (2001), un album che mescola ritmi latini, melodie orchestrali e test...

Questo treno mi piace perché è destinato alla Gloria

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 Questo treno mi piace perché è destinato alla Gloria!  Questo treno mi piace perché è un po' come il blues, come il folk. Non ci sono trucchi e non ci sono inganni. Questo treno corre forte incontro alla notte; è un viaggio di sola andata verso casa. Una casa idealizzata che si trova lontana da questo mondo battuto dal vento, da tutto quello che ho imparato a disimparare nel corso di questo tempo. Questo treno mi piace perché è un po' come il rock, come il soul. Si concede qualche colpo ad effetto, alcuni trucchi del mestiere, ma è un lavoro sudato che ti garantisce solo una paga meritata. Parlami di Firenze e di tutte le cose che per te sono importanti, anche di quelle che mi metteranno tristezza facendomi stringere il cuore dentro una morsa. Ci sono cose che non hanno affatto senso e poi ci sono cose che non abbiamo il coraggio di dirci, ma forse è giusto che sia così. Impara l'arte e metti da parte. Impara a vivere e non fartene troppo accorgere. C'è un sogno dent...