Il Grande Bastone della Neutralità
Il Grande Bastone della Neutralità Prima del Grande Bastone della Neutralità non esisteva misura. Le parole cadevano nel mondo come meteoriti. Ogni aggettivo era un eccesso. Ogni metafora un'arma bianca. Le frasi non si limitavano a descrivere: inclinavano, dividevano, incendiavano. La gente parlava come se parlare fosse un diritto incontrollabile. Rideva con violenza. Si indignava con talento. Esagerava per sport. Non c'era ancora un centro. Non c'era un asse. Non esisteva un punto di equilibrio capace di assorbire l'urto delle opinioni. In quel tempo si raccontava di due figure—Oreste e Settimio—che giravano per il mondo con un retino per farfalle e un barattolo di vetro. Dicevano di catturare secondi. Secondi perduti, secondi rimandati, tutti quei "lo faccio poi" che la gente lasciava cadere come briciole. Li raccoglievano, li sigillavam, li archiviavano in qualche luogo che nessuno aveva mai visto. Una leggenda, forse. O forse no. Nessuno lo sapeva...