Il Diogene del Walkman
IL DIOGENE DEL WALKMAN (Lo Spartiacque) Torno indietro, Johnny. Solo con la mente, ma in questo strano vecchio mondo è già una rivoluzione. Mi lascio trasportare dal suono, usando la memoria come un veicolo a ottani che non consuma asfalto ma vita. Procedo a ritroso fino a questa stanza, di fronte al laptop acceso oltre il limite del giusto — un’estensione di me, un pezzo di silicio che dice chi sono meglio di quanto farebbe un documento d’identità. Johnny, ho spento il motore e ho acceso la memoria. È una rivoluzione silenziosa: non consumo più asfalto, consumo vita. Sono qui, inchiodato a questo laptop che è più vero della mia carta d'identità, a cercare il punto esatto in cui il suono si trasforma in ricordo. Dicono che siano solo oggetti, Johnny, ma guarda come uno tiene lo smartphone o la macchina e capirai se ha ancora un’anima o se è solo un involucro. Poi ci sono i feticci. Mi porto dietro la foto di quel ragazzino imberbe e impertinente, spavaldo e fiero, con troppi capel...