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Questo treno mi piace perché è destinato alla Gloria

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 Questo treno mi piace perché è destinato alla Gloria!  Questo treno mi piace perché è un po' come il blues, come il folk. Non ci sono trucchi e non ci sono inganni. Questo treno corre forte incontro alla notte; è un viaggio di sola andata verso casa. Una casa idealizzata che si trova lontana da questo mondo battuto dal vento, da tutto quello che ho imparato a disimparare nel corso di questo tempo. Questo treno mi piace perché è un po' come il rock, come il soul. Si concede qualche colpo ad effetto, alcuni trucchi del mestiere, ma è un lavoro sudato che ti garantisce solo una paga meritata. Parlami di Firenze e di tutte le cose che per te sono importanti, anche di quelle che mi metteranno tristezza facendomi stringere il cuore dentro una morsa. Ci sono cose che non hanno affatto senso e poi ci sono cose che non abbiamo il coraggio di dirci, ma forse è giusto che sia così. Impara l'arte e metti da parte. Impara a vivere e non fartene troppo accorgere. C'è un sogno dent

Passano gli anni, i mesi e i giorni

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Passano gli anni, i mesi e i giorni Passano i treni gli autobus e i taxi Passano gli amici i conoscenti e sei passata anche tu Senza un ciao o una spiegazione  che potesse davvero essere soddisfacente C'è davvero qualcosa in questo folle pazzo mondo capace di appagare? Non è affatto semplice o scontato, per me.  E non sono mai stanco, Di bere quando ho sete di mangiare quando ho fame di dormire quando ho sonno di sognare quando ne ho bisogno. Sogni a occhi aperti,  s ogni a occhi chiusissimi. C'è rimasto ancora qualcosa che non ho visto, che non ho desiderato con quella brama che solo un bambino, solo l'infante può sperimentare. C'è rimasto ancora un sogno che non ho sognato e toccato? Raccontami le cose che non vuoi dire neanche a te stessa. Raccontami le storie che hai dimenticato senza renderti conto. Raccontami il mare Raccontami il fiume Spiegami il sole Spiegami la luna, spiegami le costellazioni e i pianeti e le galassie lontane. Ti dirò

Il riparo dalla battaglia (Per Ottavia!)

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Il riparo dalla battaglia (Per Ottavia!) Liberamente ispirato a "Il ramo d'oro" di J. Frazer "È perché canta sempre la stessa canzone che l'usignolo è così ammirato?" Così il padre dei molti figli prese un volatile e lo resse per le zampe sul capo della donna, esclamando:" Oh, Upulero, serviti del volatile. Lascia cadere un bambino, ti imploro, lascia cadere un bambino, che scenda nelle mie mani e nel mio grembo. E’ arrivato il bambino? Sì, sta già poppando!" Ecco il rituale, ecco la profezia che si avvera, e da queste lande amene nascerà il nostro Salvatore! Abbiamo sacrificato un altro uccello, abbiamo rinunciato al nostro sogno. Ora cerca l'adulto nel bambino, allo stesso tempo nel bambino rivedi l'adulto che si sacrifica, gioendo della vittoriosa e necessaria sconfitta. Abbiamo appeso nelle nostre case mascelle di cervi e maiali selvatici, così che lo spirito, che anima quelle ossa, richiami le creature viventi della stessa specie sulla

Invocando tutti i miei poeti guerrieri

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  Invocando tutti i poeti guerrieri scesi in strada e pronti alla battaglia.  Antichi saggi di tempi ancestrali, ma più magnanimi. Riesco ancora a percepire la tua voce gentile che canta per me questa nenia di dolce sentir. Sappiate che queste nostre parole non sono affatto sbagliate. Ora noi possiamo sentire questo eccesso d'amore che il poeta porta in dote. La luce che ci tiene forte nel corso del tempo diventa crudele, zampillando sangue in una emorragia che non è semplice bloccare. Sarebbe saggio adesso gettare le nostre reti in mare, perché il viaggio potrebbe essere lungo. In un mondo che presto potrebbe morire, cedendo il passo all'oscurità, abbiamo viaggiato molto su questa strada, oltre la mezzeria, destreggiandoci tra poemi e canzoni malinconiche dove però i nostri sogni sanno ancora guidarci come cavalli selvaggi nella tempesta. Forse non c'è più molto tempo e potrebbero non vivere tanto a lungo in quanto tutto l'odio del mondo ghermisce questa fioca luce d

Il primo bacio ascoltando Bob Dylan

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A volte, preso da profonda, inspiegabile malinconia, inizio a ricordare: Il primo bacio dato e il primo bacio ricevuto. La prima nota al liceo. Il primo anno quando venni rimandato in matematica e in inglese. Il primo Levi's 501, che mi stava malissimo, ma per me non aveva importanza, mi piaceva l'idea. Il primo giorno di scuola media, lontano dai compagni delle elementari e proiettato in una dimensione completamente nuova, diversa. Forse bella, ma di certo aliena.  Crescere durante gli anni Novanta era una cosa diversa rispetto a oggi. Non so dire se sia meglio o peggio, anche perché non sono capace di interpretare i desideri e le sensazioni dei ragazzi che sono nati e cresciuti dopo di me. Ma sono Nato in tempo  per provare alcune cose. Mi ricordo il primo videoregistratore tre testine Panasonic, il primo Walkman Sony con l'autoreverse, la BMX rossa, i vinili che erano già passati di moda, top 20 e le tette enormi di Emanuela Folliero , i capelli della Panicucci, i miei c