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Astral Weeks di Van Morrison - Genesi di un Capolavoro

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Introduzione poetica in vecchio stile C’è un silenzio che vive nei solchi di un vinile dimenticato, un respiro che non senti finché non posi la puntina sul nero lucido e lasci che il tempo si srotoli. Non parlo dei dischi perfetti, quelli incorniciati nei negozi vintage o nelle collezioni maniacali di audiofili con guanti bianchi. Parlo di quelli rovinati, graffiati, con copertine sgualcite e angoli mangiati dall’umidità – dischi che qualcuno ha amato fino a consumarli, poi abbandonato in una soffitta o su uno scaffale di un mercatino, dove aspettano un nuovo custode. Ho trovato uno di questi tesori qualche mese fa, in un negozio dell’usato a pochi passi da casa. Era un’edizione di Astral Weeks di Van Morrison, il 1968 che sembra un sogno febbrile messo in musica. La copertina era strappata sul bordo, il vinile aveva un graffio visibile che attraversava il lato A come una cicatrice. Costava due euro, un prezzo che diceva tutto: non era più un oggetto di valore per qualcuno, ma per me e...

Diario di bordo, data astrale 26 marzo 2025

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Capitano, il viaggio odierno è stato un'avventura ricca di stimoli creativi, riflessioni profonde e qualche salto nell'universo digitale delle meme coin. Primo contatto: “Come funziona la musica” La giornata è iniziata con l’analisi di Come funziona la musica di David Byrne, che ci ha accompagnati in un viaggio nella mente di un artista che vede la musica come un’entità plasmata dagli ambienti fisici e culturali. Abbiamo esplorato l’evoluzione sonora e tecnologica e il ruolo della performance live come momento rituale che collega pubblico e artista. Un’apertura perfetta per entrare nello spirito interdisciplinare della giornata. Secondo contatto: Byrne, l’artista multidisciplinare Il radar culturale ci ha poi portato ad approfondire il lato multidisciplinare di David Byrne, attraversando i decenni della sua carriera. Abbiamo scandagliato la sua discografia solista, soffermandoci su Look into the Eyeball (2001), un album che mescola ritmi latini, melodie orchestrali e test...

Paolo Sorrentino vs Mindfulness: d’amore di morte di noia

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Paolo Sorrentino vs Mindfulness: d’amore di morte e di noia Dopo aver visionato un reel su Facebook dedicato al nuovo film di Paolo Sorrentino, ho scritto di getto questo commento, senza però pubblicarlo nell’immediato. Ho provato invece a riflettere sul concetto di età, esperienza, stato dell’arte e noia. A differenza del regista partenopeo, nel corso della mia vita ho provato con scarso successo a scrivere diversi racconti ispirati a Miller, Celine, Kerouac, Mann, Proust e Kafka con risultati davvero insoddisfacenti. Non conosco benissimo Flaubert, ma ritengo di avere un’infarinatura sulle nozioni che stanno alla base del realismo francese, per merito della mia insegnante di liceo, la professoressa Galasso, che c’ha tenuto davvero tanto a darci un po’ di basi letterarie, durante il biennio. Io ero uno studente svogliato e distratto, ma qualcosa si accese ugualmente, probabilmente per via di un remoto e vago interesse per i sonetti di Shakespeare, letti dopo aver terminato le scuole...

Maggie's Farm termina la storia editoriale durata ben 16 anni

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E se un epitaffio dovesse raccontare questa nostra storia ne avrei uno breve pronto per noi. Avrei voluto scrivere di me sulla mia lapide: ebbi una lite d'innamorato col mondo e con l'universo dylaniano.  Dopo 16 anni di intensa attività il sito di Maggie's Farm chiude i battenti.  Vorrei pubblicamente ringraziare tutte le persone che in questi anni hanno partecipato e contribuito al suo strepitoso successo.  Ringrazio il gestore e curatore del sito, Mr. Tambourine Man, per la lunga ed estenuante sgroppata che ci ha concesso.  Per quanto mi riguarda, noi ci vedremo presto sulle mie creature:   https://bobdylanthestudioalbumsreview.blogspot.com/ e  https://maggiesfarms.blogspot.com/  Stay Hungry,  Stay Alive, Stay Tuned!  Dario Greco - MEME DI SITUAZIONISMO DYLANIANO & LE ORIGINI DEL MALE -

Amata solitudine, isola benedetta

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Torno indietro, solo con la mente, ma è già qualcosa, mi lascio trasportare dal ricordo e uso come mezzo per spostarmi (oltre alla memoria) il suono, la voce e gli strumenti che mi hanno accompagnato, lungo questo viaggio, per strada. Procedo fino al punto esatto dove mi trovo ora, in questa stanza, di fronte a questo laptop, che tengo acceso anche più del giusto, come estensione totalizzante della mia persona. Si dice che sono solo oggetti, forse è vero, ma da come una persona tiene una macchina, uno smartphone, e perché no, un computer portatile, puoi capire tante cose, forse anche troppe. E poi ci sono i feticci, quelle cose che devi portarti dietro, come l' inseparabile foto, ricordo di quando avevi tanti chili in meno, tanti, troppi capelli in più, ma anche una faccia da cazzo, quel ragazzino imberbe e impertinente, spavaldo e fiero. Ci sono io e questo immortale  Walkman Sony , dove come afferma  David Byrne  in  Come funziona la musica:  una volta indossa...

Del perché stiamo morendo (dentro)

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Perché stiamo morendo dentro Something in the Air. C’è qualcosa nell’aria, diceva una vecchia canzone, che sta soffiando. E c’è qualcosa che sta succedendo adesso, ma che noi non vediamo. Siamo persi sui nostri iPad, siamo persi nelle nostre grigie esistenze. Aggiornamenti di status, aggiornamenti di sistema operativo. Ma ci cambiano le password e non riusciamo più ad entrare nel nostro personale codice del dolore. Abbiamo confuso il viaggio con la destinazione, la ricerca con lo scopo. Scegliamo. Viviamo. Svegliamoci. Viviamo in un’epoca post autentica. Post reale. E tutto viene scandito da una connessione wireless. Si è persa qualcosa tra l’invio e la ricezione dei dati, tra la macchina di carne e la nuova visione al silicio. Ottimo conduttore, pessimo compagno di strada. Possiamo forse tornare alla nostra reale natura. Smettere i panni dell’uomo cibernetico è di sicuro meno comodo, comporta dei sacrifici, ma non è impossibile.  Abbiamo ancora una tenue speranza di far sop...

A pair of brown eyes - Omaggio a Shane MacGowan

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Grandi occhi nocciola Mi dispiace di aver fatto tardi, ma sono stato trattenuto. Questo mondo ormai non mi appartiene più. Non mi resta altro da fare che odiarlo. Ora il coprifuoco è quasi cessato e le sirene hanno smesso di suonare da un pezzo, eppure sono mosso da uno strano turbamento, mentre mi rispecchio nei tuoi grandi occhi nocciola. La stanza si restringe e i vestiti non c'è modo di farmeli stare in modo decente. Adesso tutti fanno finta che le cose stiano procedendo come al solito, ma io so che non è così perché sto osservando un mondo fatalmente vero. Tocca muoversi tra il sangue e la morte, sotto un cielo che urla vendetta. Sono stremato, senza un filo di speranza e un attimo di tregua. Ho smesso di respirare già da un pezzo, ma la sigaretta che ho in bocca continua ad ardere mentre mi perdo, per quest'ultima volta nei tuoi grandi occhi nocciola.  Il giudice forcaiolo ha assunto il comando e guida un manipolo di bastardi senza onore. Adesso nessuno ha la forza di met...